
visita guidata al Centro Storico
Passeggiare per Imola è la maniera migliore per conoscere la città, stretta attorno al suo centro storico di intatta suggestione.
Partiamo dalla Rocca Sforzesca (1) - uno dei più begli esempi di architettura militare della Regione - che si presenta al visitatore nell'aspetto rinascimentale conferitole durante la signoria di Riario Sforza. All'interno le collezioni museali: ceramiche medievali e rinascimentali e armi ed armature dal XIV al XIX secolo. Lasciandoci alle spalle la Rocca si percorre la via F.lli Bandiera e ci si immette nella via Emilia, l'antico decumano massimo. Questa via centrale è fiancheggiata da bei palazzi signorili: per esempio al numero 25 il rinascimentale Palazzo Machirelli (2) a cui fa seguito, al numero 29, la trecentesca casa di Benvenuto Rambaldi (3), celebre commentatore della Divina Commedia. Giunti all'incrocio con via Verdi, noterete al numero 7 l'entrata del Museo Scarabelli (4), sorto nel 1857 grazie al frutto delle ricerche del geologo e paleontologo imolese Giuseppe Scarabelli. Di fronte, si apre l'ingresso dell'Archivio di Stato. A lato del museo, sotto un portico ottocentesco, si apre l'ingresso del Teatro Comunale (5), inaugurato nel 1811, che con i suoi circa 500 posti ospita tra velluti e decorazioni d'epoca una seguitissima stagione teatrale. La facciata ottocentesca non fa sospettare che un tempo questa era l'entrata di una grande chiesa trecentesca, che assieme alla sottostante chiesa inferiore e all'attiguo convento costituiscono il complesso di S. Francesco (6) che ospita sia il Teatro che la Biblioteca Comunale a cui si accede dal numero 80 di via Emilia. Una visita all'interno della Biblioteca permetterà di ammirare il restauro degli affreschi e dei locali della chiesa inferiore nonché gli elegantissimi ambienti settecenteschi in cui si sviluppa il servizio offerto dalla Biblioteca. Ritornati sulla via Emilia, al numero 69, si impone all'attenzione la mole massiccia del cinquecentesco Palazzo Monsignani (7) un tempo della potente famiglia Sassatelli, che da questo luogo comandava le scorribande contro l'opposta fazione ghibellina dei Vaini. Proseguendo fino al numero 95 non si può evitare di fermarsi ad ammirare l'interno della settecentesca Farmacia dell'Ospedale (8), ancora ornata da oltre quattrocento vasi di maiolica di fattura imolese, e dall'altro lato della strada, l'elegante facciata del Palazzo della Volpe (Albergo El Cappello) (9) portato a termine nel 1484 per volontà di Girolamo Riario per alloggiarvi gli ospiti illustri. Seguendo via Orsini fino all'angolo con via Quarto, sostate ad ammirare il bel portale gotico della Chiesa di S.Domenico (10) e proseguite attraverso i giardini costeggiando l'esterno del complesso conventuale dei Santi Nicolò e Domenico (11) ora sede della Pinacoteca Comunale (12). L'ex convento, di origine duecentesca, fu sede dei frati domenicani fino all'arrivo delle truppe francesi nel 1797. Articolato su due quadriportici, al termine di impegnativi restauri sarà la prestigiosa sede delle collezioni museali cittadine. La collezione della Pinacoteca, che occupa già il secondo chiostro, documenta l'attività pittorica locale dal XIV al XIX secolo, con opere di Innocenzo da Imola, Lavinia Fontana e fra i moderni, Della Volpe e Margotti. Riattraversando i giardini e piegando a sinistra si raggiunge agevolmente la Chiesa di Valverde sopra la quale si trova il settecentesco Oratorio di S.Rocco (13). Giunti sulla via Appia, a sinistra si noteranno i cinquecenteschi Bastioni di Port'Appia (14) resti dell'antica porta del Piolo, poi , risalendo verso il centro, all'incrocio di via Cavour, gli stemmi gentilizi ci segnalano il settecentesco Palazzo Ginnasi. In via Cavour attrae lo sguardo la caratteristica facciata a bugnato fiorentino del quattrocentesco Palazzo Calderini (15) e al numero 18 di via Appia, il duecentesco Palazzo Pighini (16) unico esempio di casa patrizia medievale rimasto a Imola, si impone per il suo severo aspetto. Siamo così arrivati al cuore della città: di fronte a noi la Torre del Comune il cui orologio ottocentesco fu dono di un ufficiale francese il quale, giunto al seguito di Napoleone a Imola, decise di stabilirvisi. Il Palazzo Comunale (17) da sempre sede del potere amministrativo, risale al XIII secolo ma, rimaneggiato più volte nel corso del tempo, si presenta oggi con la sua facciata settecentesca che da' sulla grande Piazza Matteotti (18) delimitata su due lati dai tipici portici in arenaria da sempre sede di botteghe ed esercizi commerciali, e fronteggiata dall'elegantissimo Palazzo Sersanti (19) uno degli esempi maggiormente rappresentativi dell'architettura rinascimentale in città. All'interno vi è ospitata la Raccolta d'arte Margotti, che espone i lavori del pittore locale Anacleto Margotti. Seguendo la via Emilia verso est, sull'angolo con via Cosimo Morelli si affaccia la Chiesa di Santa Maria in Regola (20) col suo campanile romanico, e più oltre, nella piazzetta Mirri, la Chiesa di Santa Maria dei Servi (21) con il portale decorato da stemmi di antiche famiglie imolesi. Si torna verso il centro lungo via dei Mille, dove troviamo al numero 26 la rinascimentale Casa Gandolfi (22) che ospita il Centro di Documentazione sulla resistenza antifascista (CIDRA). Attraversando la via Emilia e proseguendo in via Garibaldi , troviamo al numero 18 quello che è sicuramente il più affascinante tra i musei imolesi: Palazzo Tozzoni (23), dimora settecentesca dell'omonima famiglia, arrivata a noi pressochè integra nei suoi ambienti, suppellettili e collezioni. Sorpassato l'imponente portone del palazzo, siamo ormai in vista del Duomo (24), dedicato a S.Cassiano, che con i suoi volumi armoniosi e neoclassici occupa tutta l'omonima piazza. A fronteggiarlo, il settecentesco Palazzo Vescovile (25) sede del Museo Diocesano e dell'Archivio Diocesano A pochi passi lungo la via Don Bughetti si impone alla vista la quattrocentesca Casa della Volpe (26) casa natale del condottiero Taddeo della Volpe e sede del Monte di Pietà per circa tre secoli. Di fianco al Duomo, la via Bixio conduce fin sotto alla quattrocentesca Porta Montanara (27) e da lì, attraversando la Piazza Bianconcini, si giunge all'ingresso della Chiesa di S.Michele e del Convento dell'Osservanza (28) di fattura rinascimentale, dove è conservata una pregevole Pietà composta da sette statue in terracotta ,della fine del '400, conosciuta dagli imolesi come "I Piagnoni". |
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