La centuriazione e le ville romane della campagna
La
via Emilia costituì l'asse fondamentale – ovvero il 'decumano
massimo' – a partire dal quale vennero tracciati non solo il reticolo
di vie ed isolati in cui erano suddivise le città d'età romana,
ma anche il caratteristico sistema di appoderamento regolare delle campagne
chiamato 'centuriazione'.
Tale denominazione deriva dalla divisione del territorio in "centuriae",
quadrati di circa 700 metri di lato e dunque di estensione prossima a
50 ettari, delimitati da un reticolo di canali e strade.
La sua perfetta efficienza dal punto di vista non solo della suddivisione
dei campi, ma anche della bonifica idraulica e della viabilità,
ha fatto sì che tale impianto infrastrutturale fondato dai romani
oltre 2000 anni fa giungesse sino a noi, come dimostrano le notevoli persistenze
del paesaggio centuriato visibili nella campagna romagnola, con particolare
evidenza nella zona tra Imola e Mordano.
Le ricerche territoriali che da diversi anni sono state condotte dal
Gruppo per la Valorizzazione dei Beni Culturali del Comprensorio Imolese,
in collaborazione con i Musei Comunali di Imola, hanno permesso di accertare
l'esistenza di numerosissimi resti di edifici rurali d'età romana
nella pianura imolese, in genere in numero di due per ogni centuria. Oltre
a piccole fattorie e a più grandi ville rustiche con pavimenti
unicamente in laterizio, vi erano ville urbano-rustiche che avevano anche
ambienti residenziali di lusso, con pavimenti in mosaico.
Notevoli ville erano anche presenti sulle colline: degne di nota in particolare
quelle delle Morine e di Zelonzeghe, con pregevoli decorazioni architettoniche
figurate di terracotta, e quella della Pradella, il cui scavo ne ha evidenziato
la struttura, composta da una zona padronale con piccole camere mosaicate,
e da un più ampio settore produttivo articolato intorno a una grande
corte, comprendente tra l'altro un grande magazzino con pilastri di sostegno
del tetto.
Da alcune di queste residenze rurali provengono arredi di lusso destinati ai
proprietari, come le statuette in marmo dal Palazzone e dal podere Tombazza
presso Ponticelli.
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